Illustrazione di copertina per la guida pulizia dei mobili

Pulizia per ogni macchia

I detergenti rimuovono gran parte dello sporco, ma non tutto. Molti componenti di cibi e bevande sono fortemente pigmentati e tendono a macchiare tessuti e materiali: caffè, tè, vino, cioccolato, ma anche sangue, rossetto, inchiostro, frutta, ruggine, erba, per citare alcuni esempi, non vengono eliminati completamente da un unico detergente. Questo avviene perché le contaminazioni hanno natura diversa: capire la composizione dello sporco aiuta a scegliere il trattamento più efficace. 
Chiamiamo “macchie” le sostanze colorate che, anche in quantità ridotte, risultano molto visibili e resistono ai normali prodotti di pulizia. Le macchie sono spesso concentrate in un’area limitata della superficie e richiedono interventi locali mirati, seguiti se possibile da un lavaggio generale. Le variabili possibili sono numerose a causa delle combinazioni tra materiale e tipo di sporco. Inoltre è frequente la presenza contemporanea di due o più sostanze che richiedono trattamenti differenti e sequenziali. 

Premessa

Esistono regole generali per la pulizia che è utile rispettare:

  • Le macchie vanno rimosse quando sono ancora fresche e, possibilmente, al più presto. Alcuni materiali, come i pannelli verniciati (legno massello, legno impiallacciato, pannelli laccati), assorbono liquidi e grassi. Nel caso di pannelli impiallacciati macchiati la soluzione spesso consiste nella sostituzione o nel laccare la superficie. Per il legno massello e per i pannelli laccati gli interventi dipendono dalla natura della sostanza penetrata. Quando il danno è limitato si può carteggiare e riverniciare; se è esteso è necessario valutare la sostituzione o un restauro professionale. Occorre considerare che i pannelli verniciati alterano il colore con il tempo: più sono datati, più diventa difficile ottenere la stessa tinta.
  • Non usare materiali abrasivi: possono graffiare e compromettere la finitura. Le macchie secche sono più difficili da eliminare e aumentano il rischio di danni durante la pulizia.
  • I panni devono essere umidi e non bagnati.
  • Non mischiare detergenti; le sostanze possono reagire.
  • L’acqua non ha nessuna efficacia con sostanze grasse.

Solubili in acqua

Sono le macchie più semplici: incrostazioni di zucchero, residui di dentifricio e shampoo, sale da cucina e altri sali inorganici. Per questo tipo di sporco basta acqua calda; su capi di abbigliamento è sufficiente un lavaggio normale in lavatrice o un ammollo in acqua con breve risciacquo finale.

Particolato

Le macchie causate da piccole particelle solide sono spesso difficili da rimuovere. Polvere di carbone, cenere e residui di materiali bruciati, fuliggine, terra argillosa o terriccio vario, ossidi metallici e simili. Questo sporco non si scioglie in acqua, non viene disgregato chimicamente dai normali detersivi e non si ossida con gli sbiancanti, perciò è inutile insistere con candeggina o percarbonato. Anche gli enzimi risultano inefficaci. L’unica soluzione consiste nello staccare fisicamente le particelle dal supporto mediante energia meccanica, aiutata dal pH alcalino di un detergente o di un sapone. 

Per i tessuti, prima di procedere al lavaggio, rimuovere lo sporco con metodi meccanici, sperando che la composizione non favorisca l’adesione alle fibre. Aspirare con aspirapolvere potente quando il tessuto è completamente asciutto può eliminare la maggior parte; in alternativa spazzolare. Successivamente lavare in lavatrice, eventualmente ripetendo il ciclo. Nel caso di fango, non inumidire per pulire: lasciare asciugare del tutto e poi spazzolare. Spesso la pulizia meccanica è sufficiente e il lavaggio non risulta necessario. Valutare sempre il materiale prima dell’intervento eventualmente.

Ruggine 

La ruggine sulle stoffe o su altri materiali è difficile da rimuovere perché non è uno sporco grasso, non reagisce ai normali detergenti, è già ossidata e non è attaccabile dagli enzimi. In commercio esistono prodotti specifici contro le macchie di ruggine; l’acido ossalico è il componente più efficace. Tuttavia è possibile provare un rimedio casalingo. 

Prima rimuovere la polvere e i depositi asciutti con un aspirapolvere dotato di beccuccio per eliminare quanto più materiale libero possibile. Successivamente applicare una soluzione diluita di acido citrico al 5%: questo acido complessa gli ioni ferroso/ferrico e li porta in soluzione, facilitandone la rimozione. Se la macchia è su tessuto, porre sotto il pezzo un panno assorbente e tamponare la zona con la soluzione; il panno raccoglierà il ferro disciolto. Ripetere l’operazione fino a quando la macchia non diminuisce, quindi lavare il tessuto separatamente seguendo le istruzioni di cura. Il panno usato va lavato in lavatrice, così da eliminare il materiale trasferito. 

Alcuni suggeriscono i detergenti disincrostanti domestici usati per rubinetti; però molti contengono coloranti o additivi che possono macchiare o danneggiare i materiali, quindi è preferibile evitarli.

Unto 

Le macchie grasse presentano una componente principale di natura oleosa. Tale componente può derivare da alimenti (olio, burro, sughi, salse, yogurt) oppure da cosmetici a base grassa (rossetto, mascara, altri prodotti make-up). Inoltre rientrano in questa categoria sebo, oli lubrificanti, cere e sostanze simili. Il grasso tende a penetrare nelle fibre dei tessuti e nelle superfici porose come pannelli in legno verniciato o laccato, dove risulta molto difficile da rimuovere. 
L’acqua da sola non è efficace contro queste macchie. I candeggianti a base di cloro o di ossigeno sono in genere inefficaci, perché il problema è la componente grassa e non la sola pigmentazione. 

Il primo approccio consigliato consiste nell’uso di tensioattivi, cioè detergenti che disperdono e emulsificano gli oli. Saponi e detersivi alcalini facilitano la rimozione dell’unto, sono utili anche i detersivi per i piatti, efficaci sui grassi alimentari costituiti da trigliceridi. 

Le alte temperature (acqua calda) possono migliorare l’azione del trattamento, ma i tessuti sintetici risultano particolarmente difficili perché sono idrofobi e lipofili. In questi casi è utile un pretrattamento con uno smacchiatore specifico; per i tessuti sintetici i tensioattivi non-ionici sono spesso preferibili. 

In casa esistono vari detergenti multiuso e può risultare pratico impiegare prodotti destinati ad altri usi, ad esempio uno shampoo, che contiene spesso laurilsolfato o laurisolfato di sodio, un tensioattivo efficace contro il grasso e il sebo. Dopo l’applicazione il detergente deve essere accuratamente risciacquato, operazione che può risultare difficile su imbottiti non sfoderabili. Quando il risciacquo non è possibile può essere necessario ricorrere a un solvente organico capace di dissolvere o separare i grassi. Sono disponibili diversi solventi, ma individuare quello adeguato non è semplice. 
L’alcol etilico è un solvente domestico, tuttavia la sua efficacia sui grassi è limitata; aceto e bicarbonato non sono efficaci per l’unto. Gli smacchiatori spray combinano un solvente organico con una componente assorbente che trattiene il solvente e i residui estratti. Può essere necessario ripetere il trattamento per ottenere la completa scomparsa della macchia. È importante seguire scrupolosamente le istruzioni e i tempi indicati sull’etichetta del prodotto per evitare danni al supporto e ottenere il miglior risultato. Se il dubbio persiste consultare un servizio professionale di lavanderia o un restauratore può prevenire errori irreversibili e costosi.

Inchiostro e vernici make-up a base grassa 

Controllare sempre le etichette e la compatibilità delle sostanze detergenti prima dell’uso. Effettuare una prova preliminare in un angolo nascosto. Per inchiostri e vernici si possono impiegare solventi organici come acetone o trementina; talvolta l’alcol etilico è utile. Per make-up a base grassa può aiutare la glicerina. Non usare acetone e trementina su plastiche o su pannellature verniciate.

Incrostazioni di cibo secco

Rimuovere queste macchie è spesso difficile, soprattutto se hanno una base grassa che le rende difficilmente bagnabili. In questi casi la glicerina può essere utile: applicarne una quantità moderata sulla macchia, diluita al 50% in acqua, e lasciarla agire anche per mezza giornata. La glicerina è un solvente organico miscibile in acqua e si risciacqua senza difficoltà. Una volta ammorbidita la macchia, procedete con il trattamento specifico in base al tipo.

Macchie sbiancabili

Le macchie definite sbiancabili sono quelle che possono essere rimosse tramite prodotti candeggianti a base di cloro o di ossigeno. La colorazione è causata da molecole che contengono un gruppo definito “cromaforo” che conferisce il colore e può essere ossidato o trasformato dall’azione di un agente candeggiante fino a perdere la caratteristica cromatica. Spesso la stessa molecola resta legata alle fibre dei tessuti o ad altri materiali ma rimane non visibile. 
Un candeggiante può anche convertire le molecole colorate in forme più solubili, favorendo il distacco ad opera del detergente. Le possibili strutture coloranti sono virtualmente infinite. 

Per i tessuti, i tensioattivi anionici presenti nei detersivi rimuovono la maggior parte delle macchie, ma quasi sempre per l’eliminazione completa è necessario l’uso di candeggianti. I candeggianti a base di ossigeno sono inclusi nelle formulazioni in polvere mentre quelli liquidi generalmente non li contengono e richiedono additivi separati. 

Le macchie di sangue rispondono particolarmente bene ai candeggianti. 

Per l’arredamento gli sbiancanti a base di cloro (candeggina, sgrassatori contenenti candeggina) sono utilizzabili in pochissimi casi, ad esempio su lavelli bianchi in materiale composito. Nella maggior parte degli altri casi si consigliano invece sbiancanti a base di ossigeno. 

Trattabili con enzimi

L’ultima categoria, ampia e varia, comprende le macchie che possono essere rimosse efficacemente da enzimi specifici. 
È preferibile un pretrattamento a temperatura ambiente prima del lavaggio, poiché il calore denatura le proteine e può fissarle al materiale. 
I residui proteici — sangue, erba, succhi di carne, residui corporei, uova e latte — sono eliminabili con le proteasi.
Le amilasi agiscono sui depositi di amido, tipici di banana, patate, cacao, riso, pasta e simili; spesso le particelle colorate sono ancorate ai granuli di amido che aderiscono al materiale. Rimuovendo l’amido, il detersivo può asportare più facilmente le macchie residue. 
Le lipasi intervengono sull’unto e operano sinergicamente con i tensioattivi del detersivo per sciogliere i grassi. 

Numerosi prodotti per il bucato e per i piatti contengono enzimi, benché le etichette raramente specifichino quali. Questi enzimi sono presenti sia nelle formulazioni liquide sia in quelle in polvere, con una concentrazione maggiore nelle polveri.

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